Piante aromatiche e officinali

Il termine pianta aromatica indica piante contenenti sostanze di odore gradevole (aromi), ricche di oli essenziali. Molte piante aromatiche hanno anche proprietà medicinali e officinali, e generalmente vengono utilizzate: in cucina, come spezie per insaporire i cibi o prolungare la conservabilità di alcune pietanze; in erboristeria, fresche o più frequentemente essiccate per la preparazione di infusi o bevande dissetanti; industrialmente, per la preparazione di liquori o amari; in profumeria, per la preparazione artigianale di profumi, pomate e creme; nelle industrie chimiche, per l'estrazione delle essenze destinate alle industrie alimentari, cosmetiche e farmaceutiche; più semplicemente possono essere usate per abbellire giardini e terrazzi, data la varietà dei loro colori e profumi.

Un capitolo a sé merita il Basilico: una delle attività più significative in campo orticolo intrapresa dalla Regione Liguria, negli ultimi anni, è stata la ricerca varietale che ha portato alla richiesta di iscrizione del basilico nel registro previsto dalla vigente normativa. Attività non secondaria, se si considera che la maggior parte delle cultivar ortofrutticole regionali non sono presenti nei registri delle varietà nazionali. La Regione ha promosso e favorito ogni possibile iniziativa per valorizzare la produzione ligure del basilico che ha ottenuto la DOP e un apposito disciplinare. La sua coltivazione, ormai secolare, sta godendo negli ultimi anni di una popolarità senza precedenti, sia perché il consumatore, italiano e non solo, apprezza sempre più gli aromi che arricchiscono di sapori la cucina, sia perché rappresenta la qualità, la semplicità e la tipicità di una terra e della propria cultura. Il basilico è stato introdotto in diverse aree del Mediterraneo e nella stessa Liguria dai Romani che ad esso attribuivano proprietà curative. Il basilico divenne coltura tradizionale a Genova a partire dal XIX secolo, grazie all'introduzione delle serre in agricoltura all'interno di un territorio di grande vocazione agricola: l'area del ponente genovese. Il basilico è una specie che risente fortemente dell'ambiente di coltivazione: per questo motivo quello coltivato in Liguria è omogeneo nella qualità in funzione degli ambiente di coltivazione (serra e pieno campo), delle tecniche di coltivazione e della lavorazione.

Una menzione particolare merita la Lavanda per la sua straordinaria bellezza e ottimo profumo, con la quale si preparano moltissime cose che sono una parte essenziale della tradizione e della vita della campagna, anche in Liguria, in particolare nei comuni di Cosio d'Arroscia, Carpasio, Pornassio, Borgomaro, Pieve di Teco, Armo, Vasia, Pigna, Castelvittorio, Triora, Molini di Triora, Rezzo e Ventimiglia. Per il Lavandino sono invece famosi Pietrabruna, Dolcedo, Ventimiglia, Rocchetta Nervina, Castellaro, Carpaiso, Airole, Pieve di Teco. La lavanda ligure ha come destinazione principalmente il mercato vivaistico. 

Con la lavanda si possono preparare infusi, estratti ed essenze da bere, oppure eccezionali prodotti per la cura del corpo, quali lavaggi e impacchi, lozioni, olii e, naturalmente, l’acqua di lavanda.

La raccolta si effettua in primavera inoltrata, inizio estate e spesso si fa combaciare con la festività di San Giovanni Battista, il 24 giugno, quando si preparano dei mazzetti che vengono posti nei cassetti per profumare la biancheria.

Studi riguardanti la coltivazione della lavanda nel Ponente ligure per la produzione di essenza, risalgono alla fine degli anni '50 del Novecento. Il mercato, inizialmente nazionale e internazionale, si è ormai ristretto a quello d'ambito locale e regionale. Le piante comunemente chiamate lavanda appartengono alla famiglia delle Labiate: nelle coltivazioni liguri sono presenti la lavanda vera e il lavandino, incrocio tra Lavanda latifolia e Lavanda officinalis. L'essenza che viene estratta è contenuta in speciali ghiandole oleifere sessili che si trovano tra le scanalature che solcano longitudinalmente il calice fiorale. Il principale costituente dell'essenza è l'acetato di linalile: questo aumenta con l'altitudine, perciò la migliore essenza si ottiene da piante cresciute fra i 1500 e 1700 metri sul livello del mare. Attraverso il processo di distillazione si produce l'olio essenziale di lavanda.

Tra le tante piante aromatiche, fondamentali nella cucina ligure, troviamo basilico, prezzemolo, menta, salvia, rosmarino, nepitella, timo, alloro, semi di finocchio, maggiorana, mirto, ginepro, dragoncello e cumino, che vengono regolarmente usati per insaporire anche i piatti più semplici. Le erbe aromatiche hanno un grande potere nell'arte della cucina: conferiscono sapori in modo semplice, naturale, lungi da ogni sofisticazione; esaltano i sapori; creano dal poco (soprattutto dagli avanzi) dei piatti che diventano vere e proprie leccornie.

Le piante aromatiche, come lavanda, rosmarino, timo, santolina, salvia ed altre, sono piante molto ornamentali da utilizzare anche per il giardino essendo sempreverdi, fiorifere, profumate e perenni. Le piante aromatiche sono resistenti sia alle basse che alle alte temperature, alla siccità, perciò sono adatte anche a terreni secchi e poveri e inoltre richiedono pochissime cure e manutenzioni.